“Domenico è un ragazzo speciale, il suo sorriso è contagioso”.
Questo deve aver pensato Papa Francesco quando lo ha incontrato in udienza, mercoledì 16 novembre 2022.
Qualche anno fa Domy, come lo chiamano affettuosamente in famiglia, aveva espresso il desiderio di conoscere il Papa; i suoi genitori, con un buffetto sulla guancia, avevano acconsentito, ma in realtà non sapevano bene come avrebbero fatto ad esaudirlo; però, come si dice, le vie del Signore sono infinite, ai più sconosciute, e si dipanano per mille sentieri.
Ed ecco sopraggiungere una coppia di amici, benefattori da lunga data del Cisom, in particolare del Gruppo Matese Alexis, che si interpongono per realizzare il sogno di Domenico.
I volontari già conoscevano la sua storia: appassionato di calcio, tifoso della squadra del Napoli, tecnologico come tutti i giovani d’oggi e molto affezionato al suo cellulare, con cui gioca, legge e soprattutto scatta fotografie di cui vuole essere protagonista.
Il passo è breve: Sua Altezza Serenissima Mariano Hugo Windisch Graetz, Ambasciatore in Slovenia e membro del Sovrano Consiglio del Sovrano Militare Ordine di Malta nonché Gentiluomo di Sua Santità, si affeziona immediatamente a lui e organizza l’incontro con il Santo Padre; lo accoglie nella Santa Sede, la mattina dell’udienza generale, con il Professore Alberto Bochicchio, ministro plenipotenziario presso l’Ambasciata dell’Ordine di Malta in Slovenia, e si assicura che abbia il posto migliore perché possa essere benedetto da Papa Francesco.
Anche il Santo Padre ha bisogno delle preghiere di tutti per svolgere al meglio il suo Ministero, e per il suo stato di salute, non proprio ottimale, che lo costringe sulla sedia a rotelle, per cui l’ incontro è tra pari.
I Signori Malati, tanto cari all’Ordine di Malta, sono amati anche da lui, che si intrattiene con i genitori a parlare di Domenico, poi gli si avvicina, gli prende le mani nelle sue mani e lo benedice accarezzandolo sulle gambe.
Domenico scioglie la tensione, raccolta fino a quel momento, in un grande sorriso, che offre al Santo Padre, e da quel momento i due sono una sola anima che pregherà per la vita di entrambi.
I volontari, accompagnatori silenziosi e commossi, incontrano anch’essi Papa Francesco e affidano a lui le preghiere dei volontari del Corpo che rappresentano; Sua Santità li chiama “Angeli” del Signore in terra, emozionando tutti i presenti.
La passeggiata in piazza San Pietro continua: Domy conquista tutti, ognuno gli regala un gesto, una carezza, un augurio che ricambia col suo dolce sorriso; scatta una fotografia con una delle Guardie Svizzere e con uno degli ispettori della Gendarmeria Vaticana da cui riceve un plauso per la compostezza durante tutta la cerimonia.
Domenico intraprende il viaggio di ritorno con i suoi genitori: persone ammirevoli per la forza, serenità e gioiosità con cui affrontano la quotidiana battaglia con la malattia dell’amato figlio.
Domy tornerà a casa con un grosso carico di emozioni, da assaporare nei giorni a venire, e raccontare, come ha detto, ai suoi compagni di scuola e alle maestre.
Altrettanto ricchi, come sempre accade, sono i volontari, a cui un bambino ha insegnato il senso della vita, nella dolcezza dei suoi gesti, con la grande fede che lo pervade.
