Torna nelle strade del centro di Roma, capitale d’Italia, la tradizionale parata militare in occasione del 76esimo Anniversario della Repubblica Italiana.
Il tema di quest’anno è: Insieme per la difesa della pace.
Alla presenza del capo dello stato Sergio Mattarella, dei rappresentanti del Parlamento e del Governo, del Corpo Diplomatico e delle massime autorità civili, religiose e militari ha avuto luogo la tradizionale rivista militare. A causa della pandemia da Covid-19 era stata sospesa negli ultimi due anni, ma è tornata più acclamata e gremita che mai.
Il Corpo Speciale volontario ausiliario dell’Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta ha sfilato in via dei Fori Imperiali insieme alle Forze Armate dello Stato Italiano;
a rappresentare il Cisom, i volontari del Gruppo Matese Alexis e Raggruppamento Molise, insieme ai volontari provenienti da altri Raggruppamenti.
Si è avuto un momento di grande gioia e commozione tra i presenti quando i volontari, mentre erano dediti alla parata, passando sotto il Colosseo, hanno incontrato i colleghi del Corpo, impegnati nel servizio sanitario all’evento, con postazione fissa e ambulanza; spontaneo è partito, da parte di questi ultimi, l’applauso di affetto e solidarietà verso coloro che sfilavano e che non si conoscevano di persona, a dimostrazione di quanto uniscano gli intenti e i fini della stessa missione al servizio degli altri.
Nello stesso giorno volontari del Raggruppamento Molise hanno partecipato alle celebrazioni della Festa della Repubblica nella città di Isernia; con divisa di rappresentanza e divisa di formazione al fine di rendere più conoscibile il Corpo e i fini umanitari per cui lavora incessantemente.
Il dr. Silvio Vendettuoli è medico chirurgo, specializzato in odontoiatria e chirurgia orale, con un’esperienza trentennale nella Guardia Medica, a diretto contatto con le emergenze, e attività mediche in campo più propriamente dentistico. Volontario nel Gruppo Matese Alexis del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, sin dalla sua fondazione nell’aprile 2014, svolge servizio sanitario con frequente assiduità nelle città del comprensorio matesino, collabora con il personale sanitario del Posto di Primo Soccorso attivo nella Basilica Minore dell’Addolorata in Castelpetroso e presta assistenza odontoiatrica e ortodontica gratuita presso il proprio studio a persone indigenti o in precarie condizioni economiche.
Nella settimana della Santa Pasqua si è offerto volontario per la turnazione settimanale di supporto sanitario che si è tenuto nella stazione ferroviaria della città di Cracovia, Repubblica della Polonia, in Europa centrale. Il Cisom Italia ha prestato le competenze sanitarie del proprio personale medico volontario, nell’ambito di un più ampio progetto umanitario, organizzato dal Malteser International e gestito da Zakon Maltanski Polska in favore dei rifugiati del conflitto russo-ucraino che arrivano nei luoghi accoglienti a confine territoriale.
Chiediamo al dr. Vendettuoli, al rientro dal viaggio in una zona al limite della guerra, di raccontarci la propria esperienza di volontariato.
Raccontaci del tuo arrivo…
Quando ho deciso di partire l’ho fatto per spirito solidale, ma durante il viaggio ero pervaso da sentimenti contrastanti e dal dubbio di non essere all’altezza della situazione che mi si sarebbe potuta presentare…
All’arrivo invece?
Ho conosciuto il mio compagno di avventura che, insieme al figlio, era già lì da una settimana, persona squisita che mi ha compiutamente istruito sul da farsi e sulle emergenze a cui fare fronte comune con altri volontari polacchi…
Ti sei trovato bene con loro? Ovviamente conosci l’inglese, quindi non ci sono stati problemi di comunicabilità?
Nessun problema, anzi, mi sono sentito a casa, in famiglia.
Qual era il tuo compito?
Mi occupavo del controllo, all’interno della stazione di Cracovia, dei punti di contatto che ci erano stati assegnati in cui vi erano ucraini rifugiati in transito.
Vi era un primo centro che ospitava madri con bambini/e piccoli/e; un secondo centro ospitava gli adulti.
Alla stazione dei bus vi era un’area chiusa: attrezzata per il soggiorno dei rifugiati con brandine per il riposo, distribuzione di cibo e area giochi per i piccoli.
A ridosso della piazza centrale, la Caritas aveva posizionato delle tende da campo per i soggiorni di lunga durata, in cui distribuivano anche vestiti nuovi.
Il nostro team faceva il giro dei vari punti di accoglienza dove i responsabili ci illustravano le criticità presenti al momento, che noi cercavamo di risolvere.
Avevamo in dotazione una borsa medica con tutto il necessario per il primo intervento.
Che tipo di problematiche sanitarie hai dovuto affrontare?
Per quanto riguarda i bambini/e erano prevalentemente affetti da febbre o gastroenteriti; gli adulti avevano difficoltà dovute alla scarsità di medicinali per ipertensione, iperglicemie, altri accusavano traumi fisici e, soprattutto, traumi psicologici.
Questa forse è stata la parte più difficile da gestire?
Indubbiamente. Ho provato una enorme tristezza per ognuno di loro ma soprattutto verso i più piccoli, che vedevo inermi tra le braccia delle loro madri e ignari di quello che stava accadendo; molti chiedevano dove fossero i loro padri, purtroppo rimasti sul campo, a combattere.
L’ essere umano finisce dove la guerra inizia.
Con me porterò sempre il ricordo dell’ultima notte di servizio quando, per carenza di medici, abbiamo creato un gruppo unico con il personale sanitario polacco. In quei momenti ci siamo sentiti molto uniti e dediti verso un unico scopo: aiutare chi avesse bisogno.
Quali sono i tuoi sentimenti al termine di questa esperienza che sicuramente ti avrà cambiato?
Guardando Cracovia dall’aereo, durante il viaggio di ritorno, ho provato molti sentimenti diversi: tristezza per il dramma che stanno vivendo i rifugiati; gioia per aver dato un seppur minimo contributo ad una emergenza che potrebbe diventare ancora più vasta; malinconia per la missione volgente al termine e che avrei voluto continuasse; piacere per aver arricchito il mio bagaglio di esperienze e cultura incontrando tante persone di nazionalità diverse dalla mia; senso di riconoscenza alla Fondazione Cisom per avermi dato la possibilità di vivere momenti come questi, ricchi di empatia e di aiuto verso i più deboli, in sinergia di intenti e collaborazione tra i vari popoli.
Mai come adesso il motto dell’Ordine acquista valore, spessore e merito…
Certamente. Testimoniare la fede e servire poveri e ammalati.
Concludiamo sottolineando anche il motto del Cisom:
Efficaci e tempestivi nel soccorrere.
E ringraziamo il dr. Vendettuoli per l’opera che svolge nel Cisom con profonda dedizione, resilienza e tanto amore.
Il Gruppo Matese Alexis del Raggruppamento Campania ha svolto il servizio sanitario a Pianura (NA) durante i festeggiamenti per la canonizzazione del beato Giustino Maria Russolillo in collaborazione con il Raggruppamento Molise.
Sacerdote nato nel piccolo borgo di Pianura, vicino Napoli, frequenta il seminario di Pozzuoli e arriva al sacerdozio il 20 settembre del 1913; fonda una Congregazione Religiosa per aiutare le vocazioni povere che non potevano sostenere le spese del seminario e in seguito costituisce la Congregazione delle Suore delle Divine Vocazione perché credeva nella presenza femminile nel mondo cattolico come Maria e Giuseppe vicini a Gesù.
La sua canonizzazione rappresenta un grande dono per la chiesa che si arricchisce di un nuovo esempio di vita; la conferma della sua santità e il riconoscimento del suo carisma, e della sua profonda spiritualità, rinvigorisce il credo cattolico e anima a seguire il suo esempio.
La canonizzazione è stata presieduta in piazza San Pietro da Sua Santità Papa Francesco, in Roma, domenica 15 maggio; in serata a Pianura si è sviluppata una fiaccolata di fedeli lungo le vie cittadine a cui hanno prestato servizio sanitario il personale medico e i volontari soccorritori del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM).
Sabato 21 maggio la celebrazione di ringraziamento a Pianura è stata presieduta da Sua Eminenza Rev. Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi; nuovamente personale medico e volontari soccorritori del Gruppo Matese Alexis hanno svolto il servizio sanitario utilizzando l’ambulanza da trasporto infermi del Raggruppamento Molise, donata dal dott. Giovanni Donadio, e l’auto medica dello stesso Raggruppamento Molise.
Il ringraziamento del Gruppo Matese Alexis va ai sostenitori del Corpo che hanno collaborato all’evento: “San Michele onlus” della città di San Marco Evangelista (CE) per l’ambulanza riabilitativa della pubblica assistenza, e “Ditta Di Nardo” della città di Gioia Sannitica (CE) per l’ambulanza da trasporto.
La macchina della solidarietà si è messa immediatamente in moto dopo una richiesta di aiuto pervenuta al Raggruppamento Molise da parte della comunità “Il Tabor” di S. Maria del Molise, per una donna di nazionalità ucraina e proveniente dalle zone del conflitto in corso tra Russia e Ucraina.
La signora aveva erroneamente raggiunto la stazione di Caserta, anziché quella di Isernia, per essere poi trasferita e accolta nella casa di accoglienza sopra citata;
Il capogruppo Castelpetroso attiva immediatamente il Gruppo Cisom di Caserta, insieme alla Polizia Ferroviaria e al Gruppo Comunale di Protezione Civile del comune di San Nicola la Strada (CE), coordinati dal dott. Ciro De Maio.
I volontari di ogni corpo hanno risposto celermente alla richiesta di aiuto e hanno prelevato la donna proveniente da Roma con il treno IC705 nel tardo pomeriggio, giungendo in stazione con un mediatore sociale in grado di superare il limite imposto dalla mancata conoscenza della lingua italiana della passeggera, e rifocillandola dopo il lungo viaggio.
In serata la signora è stata riaccompagnata in stazione per riprendere il giusto mezzo per raggiungere Isernia dove ad aspettarla c’erano i volontari del locale comitato della Croce Rossa Italiana che ha provveduto al trasferimento nella Casa di accoglienza e fratellanza “Il Tabor”.
Ad accoglierla in sede, oltre ai famigliari già ospiti, una equipe sanitaria di volontari del Raggruppamento Molise e del Gruppo Matese Alexis che l’ hanno sottoposta a visita medica; una volta accertato il buono stato di salute della paziente è iniziato un momento di convivialità fraterna per festeggiarne l’arrivo e la conclusione positiva dell’accadimento fortuito.
I volontari del Raggruppamento Molise in collaborazione con il Gruppo Matese Alexis effettueranno il servizio sanitario durante la celebrazione e la processione del venerdì santo a Campobasso.
Una postazione fissa con ambulanza sarà posizionata all’esterno della chiesa di Santa Maria della Croce, mentre una squadra di volontari/e seguirà la processione di cantori e fedeli, muniti di zaino medico per il pronto intervento.
Dopo due anni di pandemia ritorna la tradizione campobassana e gli abitanti si riappropriano del loro venerdì santo con la celebrazione di S.E.Rev. Mons Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo metropolita di Campobasso – Boiano alla presenza di tutte le autorità militari e civili della regione Molise.
A seguire la processione in ricordo di Gesù morto, con il coro diretto dal maestro Antonio Colasurdo, che tornerà ad intonare per le strade il “Teco Vorrei”, emozionante canto di dolore scritto da Michele de Nigri su testo di Metastasio. I cantori saranno trecentosessanta, la metà rispetto ai tempi pre-covid, ma comunque di numero rilevante per rientrare nella stessa atmosfera suggestiva degli anni precedenti la pandemia.
I volontari cureranno anche gli accessi del coro affinché vengano osservate le regole anti covid.
L’evento è molto seguito in tutto il capoluogo, e zone limitrofe; richiede la presenza di un gran numero di volontari/e al servizio di chi partecipa all’evento religioso, facente parte del triduo pasquale, che, con i suoi riti e celebrazioni costituisce per i cristiani il cuore della liturgia e il culmine di tutto l’anno liturgico.
Continua la collaborazione e sinergia di intenti tra il Raggruppamento Molise e la Casa di fratellanza e spiritualità “Il Tabor” di padre Giuseppe Carmelo, con la distribuzione di farmaci, frutto delle donazioni di attenti benefattori che desiderano aiutare il centro che ha accolto cinquantadue donne con bambini/e provenienti dall’Ucraina in guerra.
Il sindaco del comune di Santa Maria del Molise Michele La Bella ha accolto i profughi all’ Ospedale del Mare di Napoli e trasferiti nella Casa “Il Tabor”, che vive ed opera grazie al sostegno economico dell’amministrazione comunale e di chiunque voglia sostenere con donazioni.
In sede sono operativi, al servizio degli ospiti, il volontario Flaviano Pellegrino, coordinatore delle operazioni, e Suor Anna, che hanno accolto i proventi delle donazioni del Club Napoli di Piedimonte Matese, presidente avv.a Fiorella d’Angiolillo, e dell’Associazione Alife Vive, presidente Anna Ferrante.
Vogliamo sottolineare la donazione ad opera di un benefattore volontario Cisom di una borsa per le emergenze dotata di apparecchiature per la rilevazione dei parametri vitali, farmaci di emergenza, tamponi rapidi per diagnosticare il covid-19 e un kit per fronteggiare la patologia in fase iniziale.
I volontari della Sezione Campobasso e il Centro Universitario Sportivo del Molise sono vicini ai profughi ucraini. Alla presenza del segretario generale Aurelio Caprara sono stati consegnati ai volontari del Corpo beni alimentari raccolti nel mese di marzo.
Lodevole iniziativa dell’ente di via Manzoni che, nel corso degli anni ha dimostrato particolare vicinanza e attenzione a chi ha bisogno; i tesserati e gli sportivi hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.
” E’ stato un momento importante! Da sempre siamo attenti, non solo allo sport, ma anche al sociale e questa donazione lo conferma. Un particolare grazie al Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta che distribuirà i proventi della raccolta di beni alimentari.”
Queste le parole del segretario Caprara ai volontari che hanno risposto con vivo apprezzamento per il connubio e la sinergia di intenti futuri con il Cus di Campobasso.
Nella sede del Raggruppamento Molise, nei locali adibiti a posto di primo soccorso della Basilica Minore dell’Addolorata in Castelpetroso, si è svolto il Corso BLS-D (Basic Life Support – Defibrillatore); a cui hanno preso parte diciotto volontari del Raggruppamento Molise e del Gruppo Matese Alexis del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta.
Ad aprire le lezioni la dr.ssa Livia Caramazza, Responsabile Sanitario Nazionale Cisom, che ha voluto testimoniare, con la sua presenza, la vicinanza della direzione nazionale e la sua personale attenzione nel risolvere una carenza che da troppo tempo si protraeva. Nel suo breve ma sentito discorso ha elogiato l’organizzazione dell’evento e ringraziato tutti i presenti per l’impegno e la dedizione nell’essere volontari/e.
Il corso è stato presenziato dal dr. Bonaiuto e dal dr. Negroni, provenienti dal Raggruppamento Lazio, facenti parte del gruppo degli istruttori nazionali, e coadiuvati dalla dr.ssa Tamponi e dalla dr.ssa Frioni. Il dr. Rega, del Raggruppamento Campania, ha espletato gli affiancamenti al pari degli istruttori del Raggruppamento Molise: dr. Colozza e dr. Pontillo. A questi ultimi il compito di formare gli altri volontari/e nei prossimi mesi.
Durante la giornata di studio ed esercitazioni pratiche è giunta a sorpresa, graditissima, la telefonata del Presidente Cisom Marchese Gerardo Solaro del Borgo, il quale ha ringraziato tutti i presenti formatori e volontari/e per il servizio che offrono ogni giorno; ha ricordato la squadra che in questo momento è impegnata a Siret, città della Romania sulla linea di confine con l’Ucraina, a dare supporto sul campo; ha sottolineato l’efficacia sul territorio del Corpo ricordando gli ingenti quantitativi di beni di prima necessità che partono in direzione dell’Ucraina da Albairate (MI).
Don Fabio Di Tommaso, nuovo Rettore della Basilica, dopo il trasferimento di Don Massimo Muccillo in Vaticano a fianco del Cardinale Parolin, ha espresso vivo apprezzamento per il Corpo e ha poi affidato a Maria S.S. Addolorata la proficua collaborazione con il Cisom, presente e attivo in Basilica con il Posto di Primo Soccorso dal 10 aprile 2016.
BLS-D è la sigla della tecnica di base e delle giuste manovre che si compiono per intervenire in caso di arresto cardiaco.
I volontari/e Cisom sono obbligati a frequentare il corso prima di iniziare l’attività, e in seguito a rinnovarlo ogni due anni, per poter essere operativi sul campo.
I dati sugli arresti cardiaci hanno dimostrato che un soccorso pronto e adeguato favorisce la ripresa immediata delle facoltà nel paziente.
Durante i corsi si impara a riconoscere la situazione di emergenza, si agisce con manovre che sostituiscano le funzioni vitali interrotte e, con l’uso di un defibrillatore, si tenta di ripristinare il battito cardiaco interrotto.
UN VOLONTARIO FORMATO LAVORA IN SICUREZZA PER SE’ E PER GLI ALTRI.
TEMPESTIVI NELL’ACCORRERE EFFICACI NEL SOCCORRERE.
Il motto del Corpo Italiano di Soccorso è stato preso alla lettera, nel pomeriggio di pochi giorni fa, quando due volontari del Corpo, impegnati nello stoccaggio dei beni ricevuti in donazione, si sono accorti di un uomo che si accasciava in terra, al di fuori della sede Cisom in Sant’Angelo d’Alife, Palazzo Windisch Graetz.
L’uomo, in preda ad una crisi epilettica è stato soccorso tempestivamente, stabilizzato e curato dai volontari, di cui uno infermiere, accorsi prontamente; subito dopo è stata chiamato il Servizio Sanitario di Urgenza “118” per le ulteriori cure del caso, ma la Dr.ssa di turno non ha ritenuto opportuno ospedalizzare il paziente in quanto l’intervento dei volontari era stato attento ed accurato.
L’altro volontario aveva, da pochi giorni, partecipato al Corso di Formazione, esercitazione e simulazione a cui tutti i volontari Cisom sono obbligati per l’espletamento del servizio sanitario ovunque venga richiesto.
Un volontario formato lavora in sicurezza per sé e per gli altri.